lunedì 22 febbraio 2010
Conferenze sulla Sicurezza
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domenica 29 novembre 2009
Rovato e la violenza delle ultime settimane
Negli ultimi mesi il nostro comune è stato oggetto di due fatti violenti avvenuti lungo la via principale, causati da estracomunitari in cerca di regolamenti di conti personali.
Torniamo a Rovato:- se non si fosse portato lo sportello immigrati a Rovato;
- se si fosse attuata una politica come quella di Adro, regalando un premio di euro 500 a tutti quei vigili che avessero scovato un clandestino (trovata questa, a detta dello stesso Sindaco, che non è assolutamente costata e che ha intimorito chi doveva intimorire, ovvero i clandestini che bene hanno pensato di andare in un altro territorio più accogliente, come Rovato, ma non solo a Rovato);
- se si fosse attuata una politica di controllo severo come quello del Sindaco di Coccaglio delle ultime settimane;
- se si controllassero i parchi e i bar con maggiore assiduità, dove agli occhi di tutti i rovatesi, si vedono persone che tutti i giorni stazionano, e quindi non lavorano, con auto di lusso parcheggiate sui marciapiedi.
Questi provvedimenti non sarebbero bastati a fermare le violenze ma almeno avrebbero dato ai cittadini la consapevolezza di un tentativo da parte delle istituzioni.
Nulla serve la pattuglia in auto che percorre migliaia di chilometri all'anno oppure la pattuglia a piedi che altro non può fare se non emettere contravvenzioni agli automobilisti.
Credo che l'attuale amministrazione debba fare una seria riflessione e cercare di comprendere che siamo in una fase straordinaria di pericolo e le fasi straordinarie vanno affrontate con serietà e capacità.
L'altro avvenimento che dimostra una volta ancora l'incapacità dell'attuale amministrazione comunale di controllare il territorio è stata la manifestazione non autorizzata di musulmani.
Credo che questa amministrazione comunale abbia dimostrato ancora una volta come non sia all'altezza del compito assegnato dai cittadini.
martedì 1 settembre 2009
A quelli che si interrogano sul dopo Berlusconi ... eccolo...
«Salvate il popolo, non le banche». Sul fronte dei slavataggi degli istituti di credito, il ministro del Tesoro ha detto: «Per uscire dalla crisi si è passati da una tasca all'altra, con una piccola differenza, che la tasca dei banchieri è dei banchieri, la tasca del governo è di tutti». Quindi, «dovrà esserci una riflessione» sulla scelta di aver aiutato le banche per uscire dalla crisi. E ha citato un detto in inglese: «Salvate il popolo, non le banche». Parlando della spesa per la crisi che incide sul debito ha aggiunto: «È un rapporto che peggiora per salvare la spesa che si fa per salvare i signori delle banche». Ha poi sottolineato Tremonti: una volta usciti dalla crisi non si potranno «riaccendere i falò delle vanità, delle stupidità, della speculazione, dei bonus: credo che su tutto questo le ragioni debbano essere profondamente diverse»